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lunedì 16 aprile 2012

Ciao, Vik!

«Restiamo umani», credo sia una delle richieste più belle di sempre!
Ogni giorno cerco di rispondere a quella domanda accalorata,
difficile quanto una pretesa.
Ogni giorno vedo intorno a me piccoli casi di disumanità,
e abito nella più attrattiva capitale del vecchio impero,
a malapena toccato dai problemi che ha causato sfruttando
il resto del mondo come colonie sottomesse.
Laggiù, dove la povertà, la fame, la sofferenza 
sono fatte di una realtà a me quasi sconosciuta,
 ma, credo, sicuramente più vera di questo benessere ovattato,
uomini come Vittorio Arrigoni hanno vissuto per riportare a verità
un imperativo - questo sì categorico - di civiltà e rispetto,
ma soprattutto di amore e fratellanza.
Ed è con l'amore che si porterebbe ad un fratello
che da allora molti di noi, pur non avendolo conosciuto
o non avendone sentito parlare mai prima del suo assassinio,
si rivolgono a lui come ad un amico che ha lottato,
per noi e al posto nostro, per tener fede a quel comandamento:
«Ciao Vik, io resto umano! Te lo prometto!»

lunedì 26 marzo 2012

In the Görlitzer Park

"Hey, amigo! Hey, my friend! Hallo mein Freund! Grass? Skunk? Hashish?".
"No, nein, vielen Dank! Thanks, my friends, I don't need drugs...
I don't need smoke, alcohol, or joints of grass...
I'm just already happy! I know, it's unbelievable... but, it's true!"

domenica 25 marzo 2012



La vita non si racconta, la vita si vive, e mentre la vivi è già persa, è scappata.
(Antonio Tabucchi, Pisa, 24 settembre 1943 - Lisbona, 25 marzo 2012)

lunedì 19 marzo 2012

Father and son


Dedicato a mio padre, che mi ha dato tutto, ed ha cercato di fare di me un uomo giusto;
che mi ha sempre ascoltato; che mi ha sempre spiegato e raccontato e, quando non ha potuto,
che mi è comunque sempre stato vicino, anche con i suoi silenzi.
E continua a farlo, anche ora che sono distante da casa e lui e mia madre mi mancano sempre.

sabato 18 febbraio 2012

‎"La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande" (H. G. Gadamer)