Vorrei solo che tu non perdessi la speranza di poter
star bene qui, io credo ci sia posto anche per quelli come noi, che non
sono italietta, mafietta, "questo «a me mi» spetta“, e che devono
scalare la montagna tutta intera perché forse a noi tocca di arrivare ad una vetta un po più in alto. Io la vedo così: forse è solo che noi
siamo ancora idealisti e sognatori e i nostri traguardi sono per questo
più lontani. E forse dovremmo anche smettere di rapportarci a queste
persone, nonostante ce le troviamo dappertutto e inquinino il mondo.
Smettiamo di parlarne, di restarci male, di disprezzarle ma, in fondo,
di invidiare la loro facilità di un successo subitaneo e superficiale,
ammesso che sia un vero successo, a parte l'avere più quattrini, venire a
battere cassa, fare il cash... ma poi per cosa, se sono e resteranno
sempre ignoranti come merde? Non facciamo paragoni, quelli li lasciamo a
loro che ci stanno a contare i soldi in tasca perché sono miseri
dentro. Ricorda: noi giochiamo in un altro campionato! TVB, V
Questo è il blog di Vas "One Man Band". Scrivo di rado, sono distratto e pigro, anche per questo annoto cose a mio ricordo, ma forse troverete, di passaggio, un motivo per cui fermarvi un momento, a sorridere e riflettere.
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venerdì 7 marzo 2014
mercoledì 5 marzo 2014
"VOI gridavate cose orrende e violentissime e, VOI, siete imbruttiti. IO
gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne!" ;)
lunedì 18 novembre 2013
Vas talks! (Bachi on Radio 1x02)
Rieccomi a voi ragazzi, andando a rispolverare le prime puntate di Bachi on Radio (ogni mercoledì sera alle 21.00 qui su www.ustream.tv/channel/radiobachi), ho scovato il mio primo umile contributo alla rubrica Bacomics, dove mi sono ritrovato, con la voce rotta dall'emozione, a parlare per la prima alla radio, tutto grazie a quel vecchio pirata di Jolly Reins!
Potete ascoltare il podcast di questa puntata a questo link
Qui di seguito, invece, potete leggere l'estratto:
«Benvenuti cari amici
ascoltatori di RadioBachi,
qui è Vas One Man Band
che vi parla dalla fredda Berlino e che da questa seconda puntata
avrà il piacere di condurvi nello stupefacente mondo narrativo dei
fumetti.
La rubrica BacComics
prosegue, questa sera, cantandovi le gesta di Jack Kirby, uno degli
indiscussi padri fondatori del fumetto moderno, ribattezzato dai suoi
stessi colleghi “The King”, il re.
Quando Jacob Kurtzberg,
classe 1917, figlio di immigrati austriaci, dopo un'infanzia da
“ghetto kid” nel Lower East Side di New York, inizia a lavorare
come freelance a metà degli anni '30, non ha ancora assunto lo
pseudonimo con cui sarà ricordato da chiunque nell'ambiente, ma
vanta già numerose collaborazioni tra cui una con Will Eisner, di
cui Jolly Rains ci parlava nella scorsa puntata, e anche un lavoro di
“intercalatore”, cioè di disegnatore dei fotogrammi intermedi
dei cartoni animati di Braccio di Ferro e Betty Boop presso gli studi
dei fratelli Fleischer.
È nel 1941, però, dando
inizio con lo sceneggiatore Joe Simon alla più fruttuosa
collaborazione artistica dell'età d'oro dei fumetti americani, che
per la Timely Comics, la futura Marvel, crea il personaggio di
Capitan America, il primo dei tanti supereroi dei fumetti di cui
potrà vantare la paternità.
Dopo 10 numeri il duo
passa alla grande rivale DC Comics (La casa editrice di Superman e
Batman, per intenderci) e proseguono a sviluppare personaggi e generi
come il poliziesco, l'horror, e il mistery ma anche storie rosa come
Young Romance, fino alla
crisi della metà degli anni 50, che chiude la Golden Age del fumetto
e, di fatto, anche la collaborazione con Simon.
Ma è
proprio grazie a questa crisi che Kirby torna a lavorare per la
Marvel in coppia con un certo Stanley Lieber, ovvero nientemeno che
il futuro Stan Lee, il papà, sceneggiatore e redattore capo della
Marvel stessa. È assieme a lui che, a partire dal 1961 col primo
numero dei Fantastici 4, inizia la Silver Age, l'età d'argento,
creando, invero, tutti i supereroi principali della rinascita del
fumetto americano: oltre ai Fab Four, Kirby e Lee danno vita a Hulk,
Thor, Iron-Man, Silver Surfer, agli X-men originali, ai Vendicatori
con la rinascita - dopo scongelamento dai ghiacci - di Capitan
America, nonché ai più grandi cattivi della storia come il Dottor
Destino e Magneto.
Ma è
soprattutto il tratto energico del disegno, l'espressività dei volti
dei personaggi, la dinamicità degli scontri rappresentata con la sua
produzione sconfinata di tavole e bozzetti, che Kirby reinventa la
stessa idea di narrativa del fumetto.
Quando
nei settanta i rapporti si deteriorano e abbandona la Marvel, Kirby
continuerà poi a produrre opere autoriali di valore indiscusso ma
meno fortunate e al passo coi tempi, fino alla sua scomparsa nel
1994; ma l'impronta data al fumetto negli anni '60, resterà
indelebile a marcare le generazioni future di disegnatori e lettori.»
Bachi on Radio 1x01
È iniziato tutto poco più di un anno fa.
Cioè, a dire la verità Radio Bachi c'era già da un bel po', e ora sono già trascorsi due anni in direzione ostinata e contraria!... Ma un anno fa appunto, dopo due programmi - di cui uno, "Loading", interrotto per i problemi tecnici, che possono saltar fuori solo quando ci si mette al timone di una radio pirata e la sfortuna si presenta come una piccola tempesta che ti fa restare in secca fino al prossimo vento favorevole - con passione, cuore e tanta voglia di mandare vibrazioni positive attraverso buona musica, Jolly Reins, assieme a tutta l'allegra brigata dei Bachi da Setola e dei loro amici, ha deciso di salpare nuovamente con un nuovo programma: "Bachi on Radio", in onda sul canale Ustream: http://www.ustream.tv/channel/radiobachi, ogni mercoledì sera a partire dalle 21.00!!
E nella prima puntata che, con scanzonata scaramanzia, iniziava con Superstition di Steve Wonder, Jolly ha proposto tante nuove rubriche, tra cui una che avrebbe parlato di fumetti... l'entusiasmo da parte mia è stato così sobrio e contenuto, che gli è sembrato naturale affidarmi la rubrica a partire dalla seconda puntata, anche per il mio benessere psico-fisico e perché non facessi del male a me stesso e ad altri "ospiti speciali" qui ad Arkham... ;-)
Quel che ne è venuto fuori, se la scelta è stata azzeccata oppure no, solo voi potete giudicarlo, e perché il vostro giudizio sia completo e imparziale - e anche e soprattutto per farvi sentire tanta buona musica e tante altre ottime rubriche curate da Jolly, Floggie & Co. - vi proporrò qui, partendo dall'inizio, tutto il percorso delle due stagioni di Bachi on Radio, iniziando oggi con il podcast della prima puntata che potete sentire qui, buon ascolto, pargoli, ci risentiamo stasera alle 21, ma per sentirci in diretta, cliccate sul link che sta più in alto, mi raccomando! "Dito nell'occhio!" [Questa ve la spiego un'altra volta]
mercoledì 9 gennaio 2013
David Bowie: Where Are We Now?
Il primo post di quest'anno non poteva essere altrimenti. David Bowie.
10 anni senza una nota. Poi una canzone semplice, romantica, nostalgica.
Semplicemente perfetta. E su Berlino. Sull'essere, dopo il lost in translation,
Lost in Time... just walking the dead.
Un "Dove siamo ora?" che suona più come un "Che ne sarà di noi adesso?".
Non lo so, ma la canzone è bellissima.
Vado a riascoltarla per la ventesima volta e a tagliarmi le vene. A presto.
giovedì 20 dicembre 2012
HIROMI UEHARA - Place To Be
Un posto che sia. Un posto dove essere. Un posto che deve essere. Qui.
Oggi parto come tante volte in questi anni. Già 7 inverni.
Scendo per Natale. Torno nella mia famiglia. Place to be.
Spero di rivedere tutti gli amici più cari.
Spero di rivedere tutti gli amici più cari.
Tutti posti che sono. Nel mio cuore.
giovedì 18 ottobre 2012
Take it easy!
Stai sereno. Prendila leggera.
Intrinsecamente non un monito o un comandamento, che di per sé son cose pesanti ma, piuttosto, un buon consiglio da amico. Prendila leggera questa vita, che in fondo, a ben guardare, l'unica cosa che ti chiede è di essere vissuta appieno, senza trascurarla, senza svalutarla o darla mai per scontata. Prendila e vivila, ma non farne un dramma, non impelagarti in pensieri contorti. Non farla più grande di quel che è, ma non dimenticare che spesso "piccolo" non è "insignificante" ma "prezioso"!
Così vivi la tua esistenza in mezzo a quella di tante altre persone, senza pensare che sia inutile o dimenticabile, ma tenendo presente quanto sia preziosa. Solo quando riesci a capire quanto è preziosa la tua vita, per quanto modesta possa essere, ti puoi rendere conto di quanto siano preziose anche le vite degli altri, di tutti e di ciascuno.
Accetta le cose, anche quelle che ti fanno male, anche quelle che ti fanno piangere. Se capitano a te, ci deve essere una lezione da imparare che ti renderà più forte, che ti farà del bene "più avanti" nella tua esistenza. Perciò non imprecare come se la sofferenza fosse una maledizione che il destino ha riservato solo a te, ricorda che in buona parte sei artefice di quel destino e ricorda, soprattutto, che c'è tanta gente che soffre molto più di te!
Allora, ricorda che puoi non avere l'uso delle gambe e in ogni caso riuscire a danzare come un angelo, e «balla, balla! Altrimenti sei... siamo perduti!».
Cammina lieve su questa terra, come se non ci fosse niente che ti può ferire... passeggia a piedi nudi su prati verdi colmi di rugiada e senti il peso del tuo passo e quello del mondo, e l'equilibrio che si crea fra di essi. Pensa sempre alla gravità, al fatto che non solo il mondo attrae e sposta te con la sua massa, ma anche tu attrai il mondo e lo sposti, magari anche solo di un infinitesimo, impercettibilmente, con il tuo corpo. Anche solo con il peso del tuo corpo cambi l'assetto del mondo, perciò prendilo alla leggera! Cogli il mondo! Cerca di farlo volare e tenerlo sos-peso, leggero, come fa il giocoliere da strada; e vai per le strade del mondo a giocare!
Fai che il tuo cuore sia gravido di sentimenti, pesa la gravità delle tue azioni, ma non rendere gravoso il tuo operare o quello di chi ti è vicino.
E pensa sempre a cosa puoi fare con tutta la bellezza meravigliosa della tua anima.
Om Shanti, Love & Peace
mercoledì 17 ottobre 2012
Rjd2 - Work it out (with Bill Shannon)
Era da tempo che non rivedevo questo video. Stasera spulciavo tra i file musicali del mio hard disk esterno ed è riapparsa questa traccia eccezionale, che però sarebbe semplicemente orecchiabile, se a coreografia non ci fosse questo balletto emozionante di Bill Shannon...
Azzerando il concetto stesso di disabilità, ci ricorda cosa possiamo fare col nostro corpo: come possiamo superare ogni limite, quando esso si fonde con la parte più profonda della nostra anima!
C'è molto più di quanto sto ricercando dentro me stesso!
Spero un giorno di avvicinarmi anche solo lontanamente a tanta grazia!
Enjoy it!
mercoledì 3 ottobre 2012
Anniversari #2
3 Ottobre 2011
«Destino beffardo.
21 anni dalla riunificazione della Germania. 1 anno dalla partenza di M e R.
Oggi mi va di camminare: so che se resto a casa continuerò ad aggiornare pagine in internet in attesa di una lettera o di un messaggio che non arriveranno.
Non mi va di radermi e non lo faccio. Poco importa: oggi non vedrò nessuno, percorrerò sentieri e strade che io solo amo e dove al più incrocerò qualche anziano a passeggio.
Certo è lunedì, ma un giorno di festa non fa distinzioni: quando esco al mattino non c'è nessuno per strada, devo arrivare ed addentrarmi sino al parco per incrociare la prima persona che porta a spasso il cane...»
3 Ottobre 2012
Non è cambiato nulla e sono cambiate diverse cose. 2 anni senza di voi. Senza il mio migliore amico a Berlino e la ragazza dopo la quale non potrò mai più innamorarmi. 2 anni e non vi vedo più, non vi sento quasi più. Non so come state, come sono le vostre vite. Se almeno voi avete trovato qualcuno da amare.
E stavolta, per l'anniversario, mi ritrovo a guardare il fiume dal giardino del castello di Köpenick - fino a qui mi avete spinto! - quando manca poco alle cinque, e voi allora partiste alla volta di Vienna, in auto, da casa mia, portandovi via qualcosa di me che non ho mai più ritrovato.
Da allora non è stata più la stessa cosa, la vita non è stata più così divertente o appassionante: ci sono stati giorni terribili e giorni buoni ma, nel migliore dei casi, mi sono sentito come una risata senza gioia. Non mi sono più ubriacato. Non ho fatto più mattina con gli amici. Ho preso ad uscire sempre meno.
Il 2011 è stato un anno orribile, senza interessi né voglia di redimermi.
Nel 2012 ho cominciato a risalire la china, ma spesso chi mi sta intorno sembra più una zavorra che un aiuto.
Mi manca qualcuno che mi conosca davvero e mi faccia da alter-ego, da specchio in cui riflettermi e riflettere, una pietra di paragone per capire dove sto sbagliando; e mi manca tutta la grazia e la dolcezza e quella bellezza dimessa, quelle calze buffe colorate, quel mettersi qualcosa di viola e quei profondi occhi nocciola in un ovale perfetto, e poter credere che non ci sia niente di più bello che passare la vita accanto a quegli occhi e sentire ancora la voglia di piangere di fronte all'ineluttabile, sapendo che questo non accadrà mai.
Ma quest'anno c'è qualcosa di diverso. Quest'anno ho una risorsa. Ora chiudo gli occhi, respiro, rimango sereno, penso a tutto quello che di bello c'è stato tra noi e, ovunque voi siate, manderò il mio bene a proteggervi. Per sempre.
Ecco: sono le cinque. Ora è il momento di iniziare.
martedì 25 settembre 2012
Kaos One - Karma - Algoritmi
Buffo come un uomo di lettere in preda ad un attacco di insonnia calcoli algoritmi; li calcolo o li sogno? Sogno o son desto? «Abbiamo un'equazione: va risolta e poi torniamo!». Buonanotte pargoli! ;-)
lunedì 24 settembre 2012
Chiedendomi infine se quel sussulto del mio animo non fosse che l'increspatura delle onde dovuta ad un sasso gettato su di un lago troppo calmo, come un bacio desiderato da un uomo troppo solo.
martedì 18 settembre 2012
Anniversari #1
Questo mese, come dicevo giorni fa, è carico di ricordi, di significati che, un po' per sentimentalismo un po' per masochistica scelta, ho deciso di rendere anniversari. Perché gli anniversari vanno celebrati, senza essere troppo cerebrali; vanno festeggiati per ricordare a sé stessi che si è ancora qui e abbiamo imparato la lezione.
Così oggi festeggio un anno senza sigarette. Un anno che ricorderò per tanti momenti buoni e meno buoni, per alcune scelte sbagliate e altre giuste e, fra queste, la scelta di avere più cura di me, in un momento in cui non mi amavo particolarmente.
Un anno fa, smisi di fumare perché, dopo tre giorni di virus intestinale, volevo solo aspettare il fine settimana successivo per comprare una nuova confezione di tabacco e poi mi dissi: "Dai, vedi se sei capace di resistere. Vedi se sei in grado di fare qualcosa di buono quest'anno!".
Il 2011 è un anno che ricorderò sempre con un certo imbarazzo, soprattutto per il modo in cui ho trattato persone a me vicine in quel momento, che avevano l'unica colpa di non essere quelle che avrei voluto io, partite un anno prima. Stavo male e sono stato ingiusto, "rielaboravo il lutto" in modo infantile, ferendo chi cercava di aiutarmi.
Poi sono riuscito a fare una cosa buona, finire qualcosa iniziato quasi due anni prima, il master in didattica, ed ho conosciuto A., che mi ha ridato fiducia nelle persone e che, un giorno in cui litigammo per il mio solito modo di fare scontroso - e vi assicuro che per indisporla ce ne vuole -, mi disse: "E allora vivi nel dolore e nella rabbia, ma almeno usala per fare qualcosa di buono!".
Da allora rinsavii. Tornai in me, non smisi di essere un orso, ma smisi di tirare zampate a chi cercava di avvicinarsi per aiutarmi... e smisi anche di fumare: la seconda cosa buona del 2011. Sono contento che sia stata fatta allora, è come un monito a non ricadere nel baratro; non solo delle sigarette - non ne fumavo più di 4-5 al giorno già da tempo - quanto in quello dell'amarezza e dell'autocommiserazione... è come una pietra miliare lungo un punto umido e tetro del mio cammino, che però rinfranca perché so d'essere andato avanti, so d'esserne uscito.
Dedico questo anniversario a mio zio Vinicio - lo "zio Barba", un giorno vi racconterò di lui - scomparso tanti anni fa; e a mio cugino Stefano mancato quest'anno ancora troppo giovane tanto che, per rammentarmi quanto è bella la vita, mi ha fatto lo scherzo, come quando eravamo bambini e lui - o ero io? - aveva quella bellissima maglietta con il volto di Sandokan, e se n'è andato tre giorni prima del mio compleanno, così dovrò ricordarmi sempre di viverla tutta anche per lui.
sabato 15 settembre 2012
Il mese difficile
Settembre per me è intenso: ricordi pesano sul cuore. Partenze. Amicizie. Amori.
Poi la fine dell'estate. Anche quando l'estate non sembra essere mai arrivata. Troppi pensieri che ingialliscono come le foglie all'inizio d'autunno, e solo attendendo la fine di questo mio rimuginare, quando tutto sarà dipinto d'oro e di rosso come nel fitto fogliame degli alberi, forse troverò il senso di questi due anni passati a leccarmi le ferite.
Frattanto credo che - paradossalmente o coerentemente, non so più - scriverò più del solito - ci vuol poco, del resto - e vi racconterò un paio di aneddoti, che avevo in serbo proprio per un mese difficile come questo.
lunedì 4 giugno 2012
Keith Jarrett - The Köln Concert: Part I
Roma, cucina di Sandra e Marcello. 22°, cielo coperto. Pensieri e ricordi che viaggiano veloci e si confondono, coi mille paesaggi ed edifici visti fino ad ora, con le mille cose vissute insieme e non, come in un viaggio in vespa, col vento sul viso, correndo forte per non sentire il magone, come se potessimo anche noi rendere omaggio alla vita polverosa cantata da un poeta.
martedì 15 maggio 2012
Di solito vedo aurore
Stamattina ho fatto un po' di meditazione.
Già dire «un po'» fa «un po'» ridere... ma, essendo la prima volta a casa, ci sta che sia riuscita in una forma embrionale... come ogni cosa, vivente e non, ha bisogno di una sua crescita e di pazienza perché si realizzi appieno.
Comunque, per raccontarvela, ho fatto un breve riscaldamento, ho intonato - sottovoce perché alle nove ancora dormivano - 3 Om e 3 Shanti, mi sono rilassato, concentrato, ho recitato il mio mantra per tre volte, focalizzato sul sole che emano all'altezza del cuore - che ad un certo punto entrava ed usciva da quel piccolo foro al centro di me in sintonia col mio respiro - e liberato la mente.
Di solito vedo aurore. Anche domenica mi è successo. :)
Nel senso che, ad occhi chiusi, vedo come un muro di luce giallo-ocra con dei barbagli di un più intenso arancione, o un muro di luce nera, in notturno, con barbagli grigi. Il muro non mi costringe, tiene fuori i pensieri che si affollano ma non passano, non disturbano e, in questo qui e ora in cui mi immergo, non hanno voce. Non c'è rilevanza se non il mio sé, sono calmo, sono in me, sono io.
Aldilà di quelle mura, ho visto qualcosa di nuovo, non un pensiero sfuggito da una fenditoia, su cui finire con l'indugiare, forse piuttosto il barlume di un'idea creatasi da sé, una visione. Breve e intensa, durata pochi istanti, il tempo di un respiro, il tempo di un Om, credo si possa dire, eppure nitida e luminosa.
Vorrei descrivervi questa visione in modo particolareggiato - potrei farlo - ma c'è qualcosa di privato, di molto intimo che devo ancora elaborare, come una prospettiva molto più ampia sulla quale mi devo ancora affacciare; allora siate pazienti amici miei. Vi basti sapere che eravate tutti con me. E stavamo tutti bene. Stavamo tutti davvero bene.
lunedì 16 aprile 2012
Ciao, Vik!
«Restiamo umani», credo sia una delle richieste più belle di sempre!
Ogni giorno cerco di rispondere a quella domanda accalorata,
difficile quanto una pretesa.
Ogni giorno vedo intorno a me piccoli casi di disumanità,
e abito nella più attrattiva capitale del vecchio impero,
a malapena toccato dai problemi che ha causato sfruttando
il resto del mondo come colonie sottomesse.
Laggiù, dove la povertà, la fame, la sofferenza
sono fatte di una realtà a me quasi sconosciuta,
ma, credo, sicuramente più vera di questo benessere ovattato,
uomini come Vittorio Arrigoni hanno vissuto per riportare a verità
un imperativo - questo sì categorico - di civiltà e rispetto,
ma soprattutto di amore e fratellanza.
Ed è con l'amore che si porterebbe ad un fratello
che da allora molti di noi, pur non avendolo conosciuto
o non avendone sentito parlare mai prima del suo assassinio,
si rivolgono a lui come ad un amico che ha lottato,
per noi e al posto nostro, per tener fede a quel comandamento:
«Ciao Vik, io resto umano! Te lo prometto!»
lunedì 26 marzo 2012
In the Görlitzer Park
"Hey, amigo! Hey, my friend! Hallo mein Freund! Grass? Skunk? Hashish?".
"No, nein, vielen Dank! Thanks, my friends, I don't need drugs...
I don't need smoke, alcohol, or joints of grass...
I'm just already happy! I know, it's unbelievable... but, it's true!"
"No, nein, vielen Dank! Thanks, my friends, I don't need drugs...
I don't need smoke, alcohol, or joints of grass...
I'm just already happy! I know, it's unbelievable... but, it's true!"
giovedì 5 gennaio 2012
Lo stupido sono io
Primi giorni uggiosi del nuovo anno a Berlino.
Noia. Tanta noia. "Apatico" non rende che eufemisticamente l'idea del mio distacco dal mondo, perlomeno da questo mondo. Rifuggo una realtà imbarazzante per quanto è scontata, banale e prevedibile. Intorno sempre i soliti, nessun imput: mai un museo, un cinema, un teatro... e andarci da solo sarebbe così deprimente: vedo l'immagine di un pingue signore di mezza età appassito e un po' laccato, che si siede in disparte e ammira addolorato col peso dei ricordi di una vita... morte a Venezia di Mann praticamente...
Perché non si riesce mai a fare assieme qualcosa di intelligente?
Sì e no, di solito, si imbastisce una cena, si guarda una carrellata di video buffi e scemi, si parla di cose come buoni sconto per la sauna e dove andare a ballare il venerdì piuttosto che il sabato... la portata delle notizie che ci si scambia - riportate dai siti web dove si ha la propria e.mail - va aldilà della morte intellettuale... vado a letto all'una, ma il cervello è a dormire dall'ora di cena...
Il giorno è scandito da traduzioni, così tediose che quasi rimpiango il sussidio e gli impieghi a perdere del job center, interrotte da stratagemmi per straviarsi come il secondo caffè, i piatti rimasti da lavare, guardare in streaming un telefilm, farsi da mangiare, farsi una spremuta, farsi una sega... per quando viene sera mi sono già scavato la fossa...
Ogni tanto ho i cinque minuti in cui mi cambio ed esco e vado a fare una passeggiata per non impazzire; sembra un "Ivan il matto" in "Caccia a Ottobre Rosso", per capirci: di punto in bianco scappo fuori per un'ora di sole come un bambino che corre a giocare anche se non ha finito i compiti. Cerco di girare per angoli di quartieri limitrofi a Kreuzberg che ancora non conosco, come un cercatore o un rabdomante, che batta una nuova via per una vena d'oro o una sorgente. Ma spesso torno a casa senza una (ri)soluzione, a mani vuote o, meglio, con la testa piena dei pensieri che porto a spasso e che seguono fedeli il loro padrone, abbaiando e guaendo mezzo pomeriggio più tardi, solo più affamati mentre io dovrei concentrarmi per finire i miei "esercizi di tedesco".
Poi la gente che ti chiede stupita: "ma non sei felice a Berlino?", e loro non hanno colpa, sono solo ingenui. "La colpa è mia, solo mia. È tutta colpa mia" (cit.).
Lo stupido sono io.
domenica 25 settembre 2011
Fine d'estate
Un suono di campane in lontananza, alle otto di sera - che fuori è già scuro, che fuori è già freddo - mi riporta, crudelmente, attraverso il tempo, all'età della mia infanzia, quando nelle serate estive in montagna, guardavo dal terrazzo il cielo imbrunire, il sole tramontare, e attendevo impaziente quel senso di protezione e conforto, che donava mia madre con la sua voce, nel chiamarci a tavola perché era quasi pronta la cena.
Ora quel ricordo si spegne pian piano, come svanisce il timbro che risuona nell'aria notturna e pulita, e io resto in ascolto, attendendo un richiamo che non verrà.
giovedì 30 dicembre 2010
Del Vivere
[21.59.45] Vassili Battain: Oltre all'aspetto del fatto che ognuno di noi abbia bisogno di guide
[22.00.06] Vassili Battain: o venga comunque aiutato nella propria crescita personale da chi ci educa e anche da chi ci ama
[22.00.15] Vassili Battain: credo ci sia un altro aspetto
[22.00.28] Vassili Battain: a cui ho sempre pensato
[22.00.43] Vassili Battain: nelle mie relazioni con le persone che ho conosciuto
[22.00.45] Vassili Battain: cioè
[22.00.58] Vassili Battain: ho sempre pensato che a volte,
[22.01.06] Vassili Battain: la cosa che più mi fa paura
[22.01.13] Vassili Battain: è che, comunque si agisca,
[22.01.24] Vassili Battain: si va a toccare e tirare dei fili invisbili
[22.01.34] Vassili Battain: che stanno nelle relazioni fra tutte le persone
[22.02.24] Vassili Battain: le relazioni, gli amori, le amicizie, anche solo le conoscenze, diventano fili invisibili che, anche involontariamente, siamo portati - o costretti - a "tirare", trascinare con noi
[22.02.41] Vassili Battain: si dice che un legame si salda o si "spezza"
[22.03.17] Vassili Battain: è l'idea di un filo il cui nodo diventa più saldo, oppure si aggroviglia, oppure viene tagliato quando si perde il contatto con questa o quella persona
[22.03.46] Vassili Battain: in definitiva, per me, non si può fare a meno di "manipolare", anche ad un livello involontario,
[22.04.12] Vassili Battain: perché tutto ciò che facciamo o diciamo, influisce su tutto ciò che ci circonda e, soprattutto, su CHI ci circonda
[22.04.16] Vassili Battain: proprio perché esistiamo
[22.04.46] Vassili Battain: e il nostro vivere, in quanto animali sociali, non è individuale come la società lo dipinge a volte,
[22.05.13] Vassili Battain: la società non solo capitalistica, ma anche individualista, porta a credere all'idea del primo
[22.05.22] Vassili Battain: del vincitore
[22.05.35] Vassili Battain: di colui che ha una supremazia perché migliore
[22.05.53] Vassili Battain: ma forse, sottinteso
[22.05.59] Vassili Battain: ci viene fatto credere che per essere primo
[22.06.10] Vassili Battain: si debba anche essere unico e solo
[22.06.24] Vassili Battain: SOLO è la lettura distorta
[22.06.31] Vassili Battain: Ci si migliora
[22.07.02] Vassili Battain: MA "solo" (nel senso di solamente, come avverbio) CON gli altri
[22.07.24] Vassili Battain: e non certo relazionandosi con se stessi e basta
[22.07.43] Vassili Battain: Però forse qui sto esagerando con la filosofia dei massimi sistemi... :D
[22.08.05] Vassili Battain: In conclusione
[22.08.19] Vassili Battain: ho sempre creduto che il coraggio di una persona
[22.08.32] Vassili Battain: stia nell'agire pur sapendo che non potrà fare a meno di ferire gli altri
[22.08.40] Vassili Battain: anche con tutto il bene che vorrà loro
[22.09.02] Vassili Battain: perché finirà sempre, con i propri errori ma anche con la propria buona fede,
[22.09.17] Vassili Battain: con l'andare a toccare, tirare, recidere
[22.09.34] Vassili Battain: i fili invisibili delle relazioni con le altre persone
[22.10.12] Vassili Battain: è un po' quello di cui parlavamo oggi, quando ogni tanto abbiamo la percezione che gli altri abbiano una vita, appunto, "altra" all'infuori da noi
[22.10.42] Vassili Battain: vita che noi tocchiamo ed andiamo ad influenzare, ma senza poter manipolare del tutto, come del resto è giusto che sia
[22.10.54] Vassili Battain: siamo liberi e coraggiosi
[22.11.02] Vassili Battain: solo se rispettosi di quei fili invisibili
[22.11.27] Vassili Battain: solo se consapevoli che dobbiamo muoverci nel mondo, con l'umiltà
[22.11.39] Vassili Battain: di dover un giorno morire e lasciarlo
[22.11.50] Vassili Battain: possibilmente meglio di come l'abbiamo trovato
[22.11.52] Vassili Battain: o
[22.11.54] Vassili Battain: se non altro
[22.12.00] Vassili Battain: provandoci!
[22.00.06] Vassili Battain: o venga comunque aiutato nella propria crescita personale da chi ci educa e anche da chi ci ama
[22.00.15] Vassili Battain: credo ci sia un altro aspetto
[22.00.28] Vassili Battain: a cui ho sempre pensato
[22.00.43] Vassili Battain: nelle mie relazioni con le persone che ho conosciuto
[22.00.45] Vassili Battain: cioè
[22.00.58] Vassili Battain: ho sempre pensato che a volte,
[22.01.06] Vassili Battain: la cosa che più mi fa paura
[22.01.13] Vassili Battain: è che, comunque si agisca,
[22.01.24] Vassili Battain: si va a toccare e tirare dei fili invisbili
[22.01.34] Vassili Battain: che stanno nelle relazioni fra tutte le persone
[22.02.24] Vassili Battain: le relazioni, gli amori, le amicizie, anche solo le conoscenze, diventano fili invisibili che, anche involontariamente, siamo portati - o costretti - a "tirare", trascinare con noi
[22.02.41] Vassili Battain: si dice che un legame si salda o si "spezza"
[22.03.17] Vassili Battain: è l'idea di un filo il cui nodo diventa più saldo, oppure si aggroviglia, oppure viene tagliato quando si perde il contatto con questa o quella persona
[22.03.46] Vassili Battain: in definitiva, per me, non si può fare a meno di "manipolare", anche ad un livello involontario,
[22.04.12] Vassili Battain: perché tutto ciò che facciamo o diciamo, influisce su tutto ciò che ci circonda e, soprattutto, su CHI ci circonda
[22.04.16] Vassili Battain: proprio perché esistiamo
[22.04.46] Vassili Battain: e il nostro vivere, in quanto animali sociali, non è individuale come la società lo dipinge a volte,
[22.05.13] Vassili Battain: la società non solo capitalistica, ma anche individualista, porta a credere all'idea del primo
[22.05.22] Vassili Battain: del vincitore
[22.05.35] Vassili Battain: di colui che ha una supremazia perché migliore
[22.05.53] Vassili Battain: ma forse, sottinteso
[22.05.59] Vassili Battain: ci viene fatto credere che per essere primo
[22.06.10] Vassili Battain: si debba anche essere unico e solo
[22.06.24] Vassili Battain: SOLO è la lettura distorta
[22.06.31] Vassili Battain: Ci si migliora
[22.07.02] Vassili Battain: MA "solo" (nel senso di solamente, come avverbio) CON gli altri
[22.07.24] Vassili Battain: e non certo relazionandosi con se stessi e basta
[22.07.43] Vassili Battain: Però forse qui sto esagerando con la filosofia dei massimi sistemi... :D
[22.08.05] Vassili Battain: In conclusione
[22.08.19] Vassili Battain: ho sempre creduto che il coraggio di una persona
[22.08.32] Vassili Battain: stia nell'agire pur sapendo che non potrà fare a meno di ferire gli altri
[22.08.40] Vassili Battain: anche con tutto il bene che vorrà loro
[22.09.02] Vassili Battain: perché finirà sempre, con i propri errori ma anche con la propria buona fede,
[22.09.17] Vassili Battain: con l'andare a toccare, tirare, recidere
[22.09.34] Vassili Battain: i fili invisibili delle relazioni con le altre persone
[22.10.12] Vassili Battain: è un po' quello di cui parlavamo oggi, quando ogni tanto abbiamo la percezione che gli altri abbiano una vita, appunto, "altra" all'infuori da noi
[22.10.42] Vassili Battain: vita che noi tocchiamo ed andiamo ad influenzare, ma senza poter manipolare del tutto, come del resto è giusto che sia
[22.10.54] Vassili Battain: siamo liberi e coraggiosi
[22.11.02] Vassili Battain: solo se rispettosi di quei fili invisibili
[22.11.27] Vassili Battain: solo se consapevoli che dobbiamo muoverci nel mondo, con l'umiltà
[22.11.39] Vassili Battain: di dover un giorno morire e lasciarlo
[22.11.50] Vassili Battain: possibilmente meglio di come l'abbiamo trovato
[22.11.52] Vassili Battain: o
[22.11.54] Vassili Battain: se non altro
[22.12.00] Vassili Battain: provandoci!
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