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lunedì 18 novembre 2013

Vas talks! (Bachi on Radio 1x02)

Rieccomi a voi ragazzi, andando a rispolverare le prime puntate di Bachi on Radio (ogni mercoledì sera alle 21.00 qui su www.ustream.tv/channel/radiobachi), ho scovato il mio primo umile contributo alla rubrica Bacomics, dove mi sono ritrovato, con la voce rotta dall'emozione, a parlare per la prima alla radio, tutto grazie a quel vecchio pirata di Jolly Reins!

Potete ascoltare il podcast di questa puntata a questo link

Qui di seguito, invece, potete leggere l'estratto: 

«Benvenuti cari amici ascoltatori di RadioBachi,

qui è Vas One Man Band che vi parla dalla fredda Berlino e che da questa seconda puntata avrà il piacere di condurvi nello stupefacente mondo narrativo dei fumetti.

La rubrica BacComics prosegue, questa sera, cantandovi le gesta di Jack Kirby, uno degli indiscussi padri fondatori del fumetto moderno, ribattezzato dai suoi stessi colleghi “The King”, il re.

Quando Jacob Kurtzberg, classe 1917, figlio di immigrati austriaci, dopo un'infanzia da “ghetto kid” nel Lower East Side di New York, inizia a lavorare come freelance a metà degli anni '30, non ha ancora assunto lo pseudonimo con cui sarà ricordato da chiunque nell'ambiente, ma vanta già numerose collaborazioni tra cui una con Will Eisner, di cui Jolly Rains ci parlava nella scorsa puntata, e anche un lavoro di “intercalatore”, cioè di disegnatore dei fotogrammi intermedi dei cartoni animati di Braccio di Ferro e Betty Boop presso gli studi dei fratelli Fleischer.

È nel 1941, però, dando inizio con lo sceneggiatore Joe Simon alla più fruttuosa collaborazione artistica dell'età d'oro dei fumetti americani, che per la Timely Comics, la futura Marvel, crea il personaggio di Capitan America, il primo dei tanti supereroi dei fumetti di cui potrà vantare la paternità.

Dopo 10 numeri il duo passa alla grande rivale DC Comics (La casa editrice di Superman e Batman, per intenderci) e proseguono a sviluppare personaggi e generi come il poliziesco, l'horror, e il mistery ma anche storie rosa come Young Romance, fino alla crisi della metà degli anni 50, che chiude la Golden Age del fumetto e, di fatto, anche la collaborazione con Simon.

Ma è proprio grazie a questa crisi che Kirby torna a lavorare per la Marvel in coppia con un certo Stanley Lieber, ovvero nientemeno che il futuro Stan Lee, il papà, sceneggiatore e redattore capo della Marvel stessa. È assieme a lui che, a partire dal 1961 col primo numero dei Fantastici 4, inizia la Silver Age, l'età d'argento, creando, invero, tutti i supereroi principali della rinascita del fumetto americano: oltre ai Fab Four, Kirby e Lee danno vita a Hulk, Thor, Iron-Man, Silver Surfer, agli X-men originali, ai Vendicatori con la rinascita - dopo scongelamento dai ghiacci - di Capitan America, nonché ai più grandi cattivi della storia come il Dottor Destino e Magneto.
Ma è soprattutto il tratto energico del disegno, l'espressività dei volti dei personaggi, la dinamicità degli scontri rappresentata con la sua produzione sconfinata di tavole e bozzetti, che Kirby reinventa la stessa idea di narrativa del fumetto.

Quando nei settanta i rapporti si deteriorano e abbandona la Marvel, Kirby continuerà poi a produrre opere autoriali di valore indiscusso ma meno fortunate e al passo coi tempi, fino alla sua scomparsa nel 1994; ma l'impronta data al fumetto negli anni '60, resterà indelebile a marcare le generazioni future di disegnatori e lettori.»


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